Maria Orsola Bussone
Serva di Dio

Nata a Vallo Torinese il 2 ottobre 1954 (la prima iscritta nei registri anagrafici, dopo l’attuazione del decreto di riottenuta autonomia amministrativa del Comune), a 13 anni, con la parrocchia, conosce la spiritualità del Movimento dei Focolari, che illumina di luce nuova le riforme del Concilio. Maria Orsola, in pochi anni brucia le tappe di una maturazione e crescita cristiana, fatta non di facili entusiasmi, ma di saldi punti fermi nell’ordinario quotidiano.

Il 10 luglio 1970 muore improvvisamente a Cà Savio di Venezia e subito la sua figura ha “fama di santità”. Il suo diario diventa un elemento per conoscerne meglio il pensiero e la vita.

Nel 1988, il 3 settembre, allo stadio di Torino Papa Giovanni Paolo II parla a 60.000 giovani radunati nel centenario della morte di Don Bosco, e nello stupore generale afferma: «Voi citate Maria Orsola, una ragazza della zona di Lanzo che confidava al suo parroco: “Sarei disposta a dare la vita, perché i giovani capiscano quanto è bello amare Dio!” E Dio a sedici anni la prese in parola. Ecco, in questa vostra compagna vi è più che una difesa: vi è la scelta di lasciarsi innamorare in termini assoluti, facendo riferimento a Dio stesso, accettando di fare della propria vita un dono…».

La vita di Maria Orsola è un esempio proponibile ai giovani, e non solo a loro.

Il Processo di Beatificazione che il Cardinal Giovanni Saldarini, Arcivescovo di Torino, apre solennemente domenica 26 maggio 1996, di fronte a 2.000 persone radunate nel Centro Parrocchiale a lei intitolato fin dal 1973, verrà chiuso a livello diocesano il 17 dicembre dell’anno 2000 dal suo successore, il Cardinal Severino Poletto.

Dal 2 ottobre 2004 le sue spoglie mortali riposano nella chiesa parrocchiale di San Secondo martire, in Vallo Torinese. Si attende che giunga a compimento la valutazione, da parte della Congregazione Vaticana delle Cause dei Santi, del Processo di Canonizzazione ormai concluso.

Ultima Modifica - 15/03/2006
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