La Storia

Il nome di Vallo deriva dal latino VALLUM: avvallamento, riparo, fortificazione, trincea. In effetti la corona di monti che lo proteggono da Nord ad Ovest costituiscono un naturale baluardo a difesa dell'abitato.

La storia di Vallo è indissolubilmente legata a quella di Baratonia ben più nota e famosa e ora frazione di Varisella.

I primi riferimenti storici scritti riguardanti Vallo risalgono al 1306 anche se è quasi certo che la nascita di una collettività organizzata in loco può essere ragionevolmente collocata all'epoca romana e presumibilmente fu in origine sede di fortificazione a protezione di quella che poi sarà Augusta Taurinorum e ora Torino. Alcuni ritrovamenti archeologici in regione Gaiera testimoniano la presenza di popolazioni Gallo-Romane installate in forma permanente nel luogo ove sorge l'abitato di Vallo: detti reperti sono ora custoditi presso la sede della sezione archeologica di Lanzo Torinese.

Nel 1306 i Visconti di Baratonia (le cui origini risalgono al Sacro Romano Impero donde il loro emblema: aquila d'oro in campo azzurro) cedono le loro ragioni di Vallo al principe d'Acaia il che crea dissidi poi composti nel 1313.

Nel 1395 Vallo unitamente ai feudi di Fiano, Monasterolo, Ala di Stura e Altessano Superiore (ora Venaria Reale) rende omaggio al sovrano nelle persone di Aimerotto, Aresmino, Antonio, Enrico e Giovanni, figli del fu Guglielmo Harcourt . Nel 1408 di metà Vallo viene investito Aresmino mentre la chiesa parrocchiale di San Secondo e quella di Baratonia sono rette dallo stesso priore.

Il 3 aprile 1465 Eleonora di Baratonia, ultima discendente ed erede della famiglia, sposa Guglielmo Harcourt: matrimonio che unificò così i due feudi e gli Harcourt assunsero il predicato di Visconti di Vallo avendo come proprio emblema l'arco incoccato e teso su sfondo rosso. La investitura del feudo di Vallo agli Harcourt viene in seguito confermata dai duchi di Savoia nel 1472, 1491, 1498, 1499 e 1513 anno in cui Guglielmo e Tommaso Harcourt giurano fedeltà al re.

Nel 1544 il visconte stabilisce che ogni abitante di Vallo deve ogni anno una decima di 11 scudi e che presti una roila (prestazione gratuita di una giornata lavorativa) mentre da altre tasse ricaverà 18 Fiorini. Alla morte di Giuseppe Antonio Ignazio Harcourt, che era succeduto nel 1474 alla linea di Pietro Filiberto, i suoi eredi si stabiliscono in Torino, mantenendo il titolo di Visconti di Vallo.

Nei secoli XVIII e XIX la attività principale di Vallo fu l'agricoltura, l'allevamento e il commercio di bestiame. All'avvento del Regno d'Italia il comune di Vallo contava 500 abitanti.

Nei primi anni del XX secolo Vallo vede moltissimi giovani emigrare in cerca di fortuna, particolarmente verso gli stati uniti e la Francia, ove ancora oggi è possibile trovare cognomi che sono caratteristici di Vallo (Airaudi, Bergero, Bussone, Caglio, Guglielmotto, Spagnotto, ecc...).

Nel 1927 il fascismo varò l'accorpamento dei piccoli comuni e così Vallo (assieme a Varisella) diventò frazione del comune di Fiano (Regio decreto ): l'ultimo consiglio comunale di Vallo era all'epoca così composto:

  • Spagnotto Giacomo (sindaco)
  • Guglielmotto Giuseppe
  • Casale Domenico
  • Caglio Domenico
  • Bussone Antonio
  • Bergero Luigi
  • Airaudi Ambrogio
  • Bussone Simone
  • Colombatto Michele
  • Antonietti Giuseppe
  • Micheletti Ignazio
  • Mussino Andrea
  • Bergero Domenico
  • Bussone Michele
  • Bussone Michele

L'esperienza dell'accorpamento non soddisfò evidentemente gli abitanti di Vallo tant'è che nel dopoguerra tutti i rappresentanti di Vallo in seno al consiglio comunale di Fiano si adoperarono per riavere l'autonomia amministrativa che giunse con decreto del Presidente della Repubblica n. 280 del quando a rappresentare Vallo (1951) erano stati eletti:

  • Airaudi Stefano
  • Bussone Pietro
  • Caglio Giovanni
  • Colombatto Secondo
  • Spagnotto Defendente

 Accessi - 9 Torna alla Home Page